Elisa e Luca Vi danno il benvenuto a Todiguide :il loro sito di  guide turistiche autorizzate di Todi e delle altre città dell'Umbria.


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Elisa Picchiotti :389 4246262 oppure 347 3856278

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Mercoledì 18 Ott 2017
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TODIGUIDE :guide turistiche autorizzate

Le guide turistiche a Todi

cartella-testo

 

Spesso si considera la guida turistica una spesa superflua. Niente di più errato. Perchè nessun libro , nessuna guida cartacea  o multimediale vi saprà guidare  alla conoscenza di luoghi , usi e costumi meglio di una guida turistica autorizzata . Le storie , gli aneddoti , i sapori della nostra regione , i consigli dove trovare i negozi giusti per gli acquisti di artigianato locale  . Tutto questo può offrirvelo solo  una guida autorizzata come Luca ed Elisa.

Esempio di aspetto di una sezione blog (sezione FAQ)
Tour Todi-Duomo PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisa   
Domenica 01 Dicembre 2013 15:00

NOVITA' 2014!!!

DURATA : 2 ore e 30 minuti circa

Il Tour Duomo prevede un itinerario che comprende il Tour Classico con l’aggiunta di una visita più approfondita e “ravvicinata” della stupenda cattedrale romanica di Santa Maria Annunziata e di altri due siti solitamente chiusi al pubblico: la chiesa della Nunziatina (gioiello del barocco locale) e il Palazzo Vescovile con le sue splendide sale affrescate.

ITINERARIO : TOUR CLASSICO + Visita del Duomo con entrata alla piccola area archeologica sotterranea e antica cripta medieval, Palazzo Vescovile ( sale affrescate) e Chiesa dell Nunziatina (piccolo gioiello barocco).

Elisa spiega nella Sala del Trono, Palazzo Vescovile

COSTO: tariffa Tour Classico + EURO 3 a persona per percorso cattedrale.

Cattedrale di Todi

A cura di Elisa e Luca, Guide Turistiche Autorizzate di Todi e dell'Umbria

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Gennaio 2014 09:09
 
La casa dipinta PDF Stampa E-mail
Scritto da simone quartucci   
Lunedì 05 Dicembre 2011 21:47

Scendendo da Piazza del Popolo per Via di Santa Prassede , proprio all'incrocio con Via delle Mura Antiche 25, si trova un'opera d'arte unica al mondo: “La Casa Dipinta”.

Questa piccola casa ottocentesca distribuita su tre piani venne acquistata nel 1975 dall'artista irlandese Bryan O'Doherty e da sua moglie, la docente universitaria e critica d'arte Barbara Novak.

 Insieme decisero che Todi era il luogo giusto per  passare qualche breve periodo di riposo  durante l'anno, immersi nella storia e nell'arte della nostra preziosa città e nel verde dell'Umbria.

Nel 1977 ecco che Brian, anche per esaudire un desiderio di sua moglie, inizia a dipingere i muri della casa e già in quegli anni il pittore usava il nome di Patrick Ireland per firmare le sue opere: il cambio di nome avvenne nel 1972, come protesta dopo la strage di pacifisti irlandesi avvenuta nella città di Derry durante la famosa Bloody Sunday ad opera dell'esercito inglese.

 

Patrick Ireland ha trasformato la piccola e semplice dimora in un'opera d'arte in divenire, usando soprattutto un linguaggio che proprio in quegli anni stava perfezionando e cioè la riproduzione di tre parole che riassumevano tutto il suo pensiero artistico : “Uno, Qui,  Adesso”. Il tutto espresso con un alfabeto celtico, l' Ogham, usato nell'Irlanda del sud fino al VII secolo: questo linguaggio di segni riproduceva l'alfabeto romano con 15 consonanti e 5 vocali.

 

Inoltre si possono ammirare anche tre istallazioni che l'artista ha posizionato nel salotto e nella camera da letto: l'istallazione in sé è un'opera d'arte abbastanza insolita perchè viene normalmente creata e posizionata dall'artista in un museo o in una galleria d'arte e lì resta fino alla fine dell'esposizione per poi essere definitivamente smontata. Quindi si potrebbe dire che le istallazioni sono opere temporanee, “passeggere”. Patrick Ireland ha creato in totale 116 istallazioni che sono state allestite nei più importanti musei d'arte moderna del mondo e soltanto alcune di esse sono ancora visibili: a New York, Los Angeles, Washington, Dublino e … Todi!

 

Insomma, La Casa Dipinta è davvero qualcosa di unico, qualcosa che è impossibile descrivere solo con le parole: è qualcosa che va assolutamente visto da ognuno perchè ognuno di noi è un “Uno”, che vive “Qui” e non altrove, e vive “Adesso”, non nel passato o nel futuro.... e ognuno di noi di fronte all'opera di Patrick Ireland può avere una diversa reazione o sensazione!

 

Solo un'ultima cosa: la casa è intrisa dell'amore profondo che lega l'artista a sua moglie e viceversa. Sia io che il mio collega, Luca Antonini, siamo rimasti molto colpiti dall'unità di Brian e Barbara e dalla gentilezza e cortesia con le quali ci hanno accolto nella loro casa: tavola apparecchiata per fare colazione insieme, caffè comprato appositamente per noi e tante altre piccole attenzioni che ci hanno fatto decidere di collaborare a questo progetto.

E i loro sguardi felici e commossi alla fine della giornata dell'inaugurazione dicevano davvero tutto! Galleria fotografica dell'inaugurazione.

La casa è visitabile a pagamento e su appuntamento contattando www.todiguide.com

Elisa Picchiotti 3894246262

Luca Antonini 3402554846

info@todiguide.com

Scarica la brochure della Casa Dipinta in PDF


 
Ultimo aggiornamento Martedì 10 Febbraio 2015 16:19
 
Trekking Urbano 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisa   
Martedì 08 Febbraio 2011 11:35

ITINERARIO DI TREKKING URBANO N. 3

RIONE SAN SILVESTRO-BORGO ULPIANO-RIONE PORTA FRATTA


I tre quartieri che si trovano lungo il versante sud della città sono quelli più vicini alla modernità, con negozi, esposizioni d'arte e botteghe artigiane, ma non per questo mancanti di preziosi tesori artistici, anzi...
PIAZZA DEL POPOLO-CORSO CAVOUR-VIA DEL MERCATO VECCHIO
Sempre da Piazza del Popolo imbocchiamo questa volta Corso Cavour e assecondando una dolce discesa tra negozietti, bar e ristoranti giriamo a sinistra in Via del Mercato Vecchio, una piacevole e antica stradina coperta da una struttura voltata a botte.
VIA DEL SILENZIO-FONTI SCANNABECCO
In fondo alla prima rampa di scalette voltiamo a sinistra e, dopo aver percorso questa via che si affaccia su numerosi orti di proprietà privata, giriamo a destra in Via del Silenzio, cosi chiamata...capirete voi il perchè!
Al termine del vicoletto, a sinistra potrete ammirare la piazzetta con la Fonte Scannabecco risalente al XIII secolo. Venne infatti commissionata nel 1241 da Scannabecco dei Fagnani da Bologna, podestà di Todi proprio in quel periodo. La fonte, da poco ristrutturata, ripulita e dotata di illuminazione notturna, è formata da quattro vasche sovrastate da un armonioso portico con sette colonne decorate con graziosi capitelli. Presso la fonte si abbeveravano i cavalli delle temibili milizie tuderti.
PALAZZO PONGELLI*-CHIESA DI SANT'ILARIO *
A sinistra della Fonte Scannabecco si erge il grande ed elegante Palazzo Pongelli, già Benedettoni. A ragione ritenuto da molti la casa natìa di Jacopone da Todi, è oggi uno dei palazzi signorili più attraenti di Todi ( Vedi box di approfondimento)
A fianco del giardino del palazzo si trova la piccola Chiesa di Sant'Ilario, della quale si hanno notizie sin dal 1112. Si mutò il nome in San Carlo nel 1623, quando fu concessa alla compagnia di San Carlo. La facciata è molto sobria, in stile romanico- lombardo, con una dentellatura orizzontale ripetuta per cinque volte, uno snello campanile a vela e un rosone di tipo arcaico a forma di ruota. L'interno, ripulito dalle aggiunte barocche, è semplice, ma al tempo stesso capace di riportare il visitatore indietro nel tempo.
PIAZZA DEL MERCATO VECCHIO-NICCHIONI ROMANI
A sinistra della chiesa inizia la famosa Via Cesia, cosi chiamata perchè fatta ristrutturare a sue spese dal Vescovo Angelo Cesi (cfr. Itinerario Classico), ma detta precedentemente “della Piana” perchè, cosa eccezionale nella nostra città, non è in salita!
Noi però non percorriamo questa strada, bensì saliamo costeggiando il fianco sinistro di Sant'Ilario e giungiamo alla piazza da tutti conosciuta come Mercataccio: qui si svolse sin dal 1819 il mercato settimanale ( da cui il nome ), mentre oggi la piazza è usata come parcheggio. Strano parcheggiare proprio di fronte ai cosiddetti Nicchioni Romani! Strutture molto grandi ( m 48x11) risalenti alla metà del I sec. a.C. e costruite dai romani probabilmente come muro di sostegno. I nicchioni sono quattro, hanno sulla trabeazione una decorazione con metope e con molta probabilità la parte anteriore in basso era ricoperta con mosaici.
- CHIESA DI SAN SILVESTRO*-PORTA CATENA-VIA DI MEZZOMURO
Lasciando alla nostra destra i Nicchioni proseguiamo e imbocchiamo di nuovo Corso Cavour: pochi metri e sulla sinistra si aprono una piazzetta rialzata ed in fondo l'entrata laterale della Chiesa di San Silvestro, sicuramente una delle chiese più antiche di Todi visto che ha dato il nome ad uno dei sei rioni cittadini ( nominativi esistenti già dall'XI sec.).
Purtroppo la chiesa venne più volte manomessa nel corso dei secoli: all'interno però sono ancora in parte visibili importanti testimonianze pittoriche risalenti a diversi periodi storici ed in particolare un affresco dell'inizio del XIV secolo, che secondo molti critici sarebbe uno dei pochi ritratti esistenti di Jacopone da Todi.


PORTA CATENA-VIA DI MEZZOMURO
Continuiamo a scendere lungo Corso Cavour fino ad attraversare la grande Porta Catena ( o della Catena ), che apparteneva al secondo cerchio delle mura ( quelle di epoca romana ) e che ci immette nel Borgo Ulpiano: bellissimo lo stemma della città sulla facciata esterna.
Prima di proseguire la nostra discesa facciamo qualche passo verso destra ed entriamo nella Via di Mezzomuro: tutto il lato di destra è composto per la maggior parte da mura di epoca romana e a sinistra si apre una meravigliosa visuale su ciò che rimane della zona degli “orti pensi” ( cioè orti interni alle mura cittadine ), sul quartiere di Porta Fratta e sulla zona cosiddetta delle Piagge.
BORGO ULPIANO-CHIESA DI SAN FILIPPO BENIZI-CHIESA DI SAN NICOLO'
Torniamo indietro e percorriamo la via principale: questa strada si chiama Via Roma, ma il nome antico era Via Ulpiana ed ancora oggi nessuno dice “sono andato giu in Via Roma”, ma “sono andato giu in Viulpiana”! La ripida discesa , costellata di graziosi vicoletti a spina di pesce, come, per esempio il Vicolo Bello (vero nome Vicolo di Porta Nuova), termina poco prima delle mura con un tratto pianeggiante e due piazzette una di fronte all'altra: a sinistra abbiamo la piazzetta con la chiesa di San Filippo Benizi e a destra quella con la chiesa di San Nicolò.
San Filippo Benizi, compatrono di Todi, morto nel 1285 nel monastero di San Francesco in Borgo, fu il fondatore dell'ordine dei Servi di Maria. La chiesa, costruita alla fine del XV secolo, era dedicata inizialmente alla Madonna delle Grazie: soltanto quando alla fine del XVI secolo fu concessa ai Servi di Maria, prese il nome odierno. Purtroppo non conserva più l'aspetto originario a causa di molte manomissioni: sotto l'altare maggiore sono custodite le ossa del santo che qui furono traslate nel 1599 per volere del Vescovo Angelo Cesi ( cfr. Itinerario Classico ).
Di rimpetto troviamo la chiesa di San Nicolò, che risale al XIV secolo ( solo il portale e il rosone sono originali ). Il luogo della costruzione è a pochi metri di distanza da un'altra chiesa con il nome quasi identico, e cioè San Nicolò de Cryptis. Quest'ultima, fondata nel 1093 e retta per molto tempo dai benedettini, portava l'attributo “de cryptis”che indicava la presenza di grotte identificate con i resti della cavea dell'anfiteatro romano che si trovava proprio in quella zona. Resti dell'anfiteatro sono visibili costeggiando il fianco destro di San Nicolò: poco più avanti, in un  piazzale adibito a parcheggio, è visibile la facciata di San Nicolò de Cryptis.


PORTA ROMANA-FUORI LE MURA
Ora, ritornati in Via Roma, attraversiamo la Porta Romana che faceva parte del terzo cerchio delle mura ( quelle del 1244 ): quella che però possiamo ammirare oggi in tutta la sua imponenza risale alla fine del XVI secolo e fu fatta costruire dal Papa Gregorio XIII. Considerato ancora oggi come punto d'accesso principale alla città, il quartiere è stato dotato di una comoda e moderna rotonda al centro della quale spicca il grande stemma con l'aquila tuderte.
Una volta fuori dalla Porta giriamo a destra e costeggiamo le mura duecentesche usufruendo del nuovo marciapiede che permette ai tuderti di poter comodamente passeggiare lungo una strada molto trafficata. All'altezza della Porta delle Caselle rientriamo all'interno delle mura ed imbocchiamo l'omonima via, cosi chiamata per la presenza di “piccole case” appartenenti a persone umili che probabilmente non potevano permettersi una casa più vicina alla parte alta della città. La Via delle Caselle corre lungo e al di sopra delle mura regalando dei bellissimi scorci paesaggistici: quasi a metà percorso si apre poi a destra la visuale sulla zona degli Orti Pensi e su Via di Mezzomuro.
PORTA FRATTA
Ecco che la strada sembra andare a cozzare contro un grosso muro: è il fianco destro della Porta Amerina ( terzo cerchio delle mura ), cosi chiamata perchè da qui si prendeva la strada per andare ad Amelia. Attenzione però: per i tuderti questa porta e tutto il quartiere sono conosciuti da secoli col nome di Porta Fratta! La piazzetta all'interno, graziosissima e circondata da piccole case, offre uno scorcio unico guardando verso l'alto, spalle alla porta: il convento di San Fortunato, l'abside della chiesa e il campanile che spiccano tra gli alberi del Parco della Rocca.
VIA DI PORTA FRATTA- CHIESA DI SAN GIORGIO
Salendo lungo Via di Porta Fratta incontriamo prima della curva sulla sinistra la Chiesa di San Giorgio, citata nei documenti sin dall'inizio dell'XI sec., ma con un interno quasi in toto alterato nel corso dei secoli. Preziosi sono i due bassorilievi sulla facciata, rappresentanti il  leone di San Marco e il bue di San Luca.
PORTA AUREA-CHIESA DI SAN GIUSEPPE*-LE 100 SCALE
Saliamo ancora lungo la via forse più ripida di Todi ed attraversiamo la Porta Aurea ( secondo cerchio delle mura ) che è stata recentemente oggetto di ripulitura e restauro. Appena sulla sinistra scorgiamo la Via delle 100 Scale, percorrendo la quale si giunge direttamente alla Porta Libera ( cfr. Itinerario 2 ); a destra invece troviamo la piccola Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, costruita nel 1642 e retta ancora oggi dall'Università dei Falegnami. La chiesa viene aperta solo nel giorno di San Giuseppe, il falegname per eccellenza.
CHIESA DI SANTA MARIA IN CAMUCCIA*-SOTTERRANEI
Ancora qualche metro di salita ed eccoci giunti ad una graziosa piazzetta sulla quale ammiriamo la Chiesa di Santa Maria in Camuccia, che sembra star lì nel silenzio del quartiere e senza tante pretese, ma che invece è una delle costruzioni sacre più antiche e importanti di Todi.
Si conosce la sua esistenza già dall' VIII secolo: l'attuale costruzione risale in parte al XIII secolo ed in parte ad epoche successive. Sulla facciata quadrata spiccano le due eleganti colonne di epoca romana ai lati del portale e la graziosa Madonnina affrescata in una nicchia laterale. All'interno, conservata nella terza cappella a sinistra, si trova una preziosissima statua lignea della Sedes Sapientiae ( Madonna in trono col bambino ) risalente al XII secolo. Al di sotto della chiesa ne esiste un'altra molto più antica e ricca di resti di affreschi, ma purtroppo inaccessibile. L'intero complesso architettonico sviluppa su più livelli e la storia della costruzione del convento è davvero incredibile, visto che, per erigerlo proprio vicino alla chiesa, vennero inglobate e voltate parti del quartiere stesso. Scendendo al livello inferiore si trova l'antico refettorio dei domenicani, il piccolo chiostro e la cella del Sant'Uffizio, dove i frati conducevano i famigerati interrogatori per indurre alla confessione streghe ed eretici: interessante il fatto che la stanza fosse dotata di latrina. Molti di questi ambienti furono liberati dagli interri nel corso di scavi durati decenni ad opera del parroco Don Mario Pericoli, personaggio eclettico, archeologo e grande studioso del medioevo, scomparso nel 1999 all'età di 100 anni. Don Mario, persona incredibilmente curiosa e lavoratore alacre, da solo, con pala, piccone, una carriola costruita da lui e vari attrezzi per gli usi più particolari, ha recuperato una grande quantità di reperti archeologici che attestano la frequentazione del sito già dal IV secolo a.C. . I reperti occupano un intero stanzone, cosi come lui li ha lasciati. Il suo archivio personale è composto da oltre 100.000 schede archeologiche e bio-bibliografiche, libri e documenti sulla spiritualità medievale. La parte inferiore dello storico complesso di S. Maria in Camuccia dal 2006 è stata presa in eredità da Intrageo, impresa archeologica di Todi che, in memoria di Don Mario, ne sta curando il recupero e la manutenzione con il fine di dare nuovo impulso a futuri scavi archeologici.

 
CORSO CAVOUR-PIAZZA DEL POPOLO
Ora per tornare al quartier generale riprendiamo a salire lungo Corso Cavour, superando a destra la sede del Liceo Scientifico D. Bramante, attraversando la Porta Marzia ( primo cerchio delle mura ) e ammirando poco più avanti sulla sinistra il Palazzo Chiaravalle, costruito nel XIII secolo.

* Questi edifici sono accessibili soltanto previa richiesta di chiavi ai rispettivi proprietari/custodi e in alcuni casi previo pagamento di biglietto di ingresso. Per maggiori informazioni contattateci su info@todiguide.com

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Febbraio 2011 08:27
 
Trekking Urbano 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisa   
Martedì 08 Febbraio 2011 11:29

RIONE VALLE (NIDOLA) – RIONE COLLE

Una passeggiata che, come indica anche il titolo, metterà alla prova le vostre gambe! Inizialmente si scenderà a visitare il Rione Valle, detto anche Nidola, per poi risalire verso il Rione Colle fino al punto più alto della città (m 411 slm).

PIAZZA DEL POPOLO
Punto di partenza è ancora Piazza del Popolo, cuore della città dal quale si diramano tutte le strade e i vicoli principali di Todi.
VIA DEL DUOMO, VIA DEL SEMINARIO E PALAZZO LANDI CORRADI
A destra della Cattedrale si imbocca Via del Duomo, caratterizzata dai negozi e dalle esposizioni artistiche alloggiate nei locali che già dal medioevo ospitavano le botteghe cittadine ( segno riconoscitivo è il tipico arco a sesto acuto su porte e vetrine). La via poi si dirama in tre altre strade: Via di Santa Prassede ( cfr. Itinerario 1 ), Via L. Morandi e Via del Seminario, cosi chiamata per la presenza del seminario diocesano fino agli anni '70 del secolo scorso. Corpo principale dell'ex-seminario è lo storico Palazzo Landi-Corradi, più comunemente detto Palazzo del Vignola, per una ipotetica attribuzione al famoso architetto cinquecentesco (  J. Barozzi daVignola si trovava a Todi nel 1565 per seguire dei lavori al cantiere di S. Maria della Consolazione, cfr. Itinerario Classico ). La residenza fu commissionata da Tarquinio Corradi intorno al 1579 e fu costruito seguendo i canoni estetici dei palazzi cinquecenteschi romani: la ricca famiglia Corradi apparteneva alla più antica nobiltà tuderte, la nobiltà feudale. Il nome Landi venne aggiunto solo nel 1650, quando le due famiglie si legarono grazie ad un matrimonio combinato. Il Palazzo subì nel corso dei secoli tre ampliamenti: all'inizio del 1700, successivamente nel 1780 ed infine negli anni '50 del 1900. Ogni anno, durante le vacanze di Pasqua, il Palazzo ospita il corpo principale della rinomata Rassegna Antiquaria d'Italia ( HYPERLINK "http://www.rassegnaantiquariaditalia.it/"www.rassegnaantiquariaditalia.it), appuntamento imperdibile per gli appassionati di antiquariato artistico e collezionismo.
L'interno del Palazzo è visitabile soltanto in occasione di eventi, come mostre, esposizioni ecc.
VIA DEL VESCOVADO
Qualche passo indietro e girando a destra ci si immette in Via del Vescovado: basta alzare lo sguardo verso l'alto e possiamo ammirare sulla sinistra tutta la meravigliosa decorazione della parte absidale della Cattedrale di S. Maria Annunziata (cfr. Itinerario Classico): in stile romanico-lombardo è fra le più ricche e ben conservate del territorio.


MONASTERO DELLE LUCREZIE, MUSEO LAPIDARIO E NIDO DELL'AQUILA
Continuando a camminare per Via del Vescovado, dopo aver sbirciato fra le sbarre che delimitano sulla sinistra il cortile interno del Palazzo Vescovile (cfr. Itinerario Classico ), si comincia a scendere e sulla destra si scorge l'entrata al Monastero delle Lucrezie – Museo Lapidario (vedi box di approfondimento).
VIA PAOLO ROLLI E VIA TERMOLI: IL RIONE VALLE O NIDOLA
La nostra passeggiata continua scendendo lungo Via P. Rolli, famoso poeta arcadico che nel 1735 tradusse per primo dall'inglese l'opera “Paradise Lost” di Milton. Al numero civico ???una lapide indica la casa in cui il poeta visse e nel 1765 morì.
Il rione Valle (detto anche Nidola per la presenza al suo interno del Nido dell'Aquila) è caratterizzato da innumerevoli vicoletti, stretti e tortuosi, con balconi e davanzali fioriti: vale la pena lasciare la via principale per qualche minuto ed inoltrarsi per queste stradine alla ricerca di scorci tipici e particolari unici!
Imboccando Via Termoli si apre di fronte a noi il bellissimo panorama della Media Valle del Tevere: questa graziosa strada poggia sopra ai muraglioni di epoca etrusco-romana, ancora in parte visibili sporgendosi dal parapetto.
GIARDINI OBERDAN
Lo stesso meraviglioso panorama si può ammirare dai Giardini Oberdan: di fronte a noi la valle del Tevere che corre a nord fino al colle dove si adagia Perugia, visibile nei giorni particolarmente limpidi, a destra il quartiere Nidola, sormontato dall'imponente Palazzo Vescovile e dall'elegante Cattedrale, e a sinistra il Convento francescano di Montesanto.
VIA DEI LEONI, BELVEDERE DELLA PASSEGGIATA E PIAZZALE DELLA ROCCA
A questo punto lasciamo la città con il suo intersecarsi di vie e piazzette per immergerci in un'atmosfera più naturalistica attraversando il grande Parco della Rocca, polmone verde a pochi passi dalla Piazza. Noi tuderti amiamo passeggiare lungo i sentieri ombreggiati, anche se non sempre sono pianeggianti! Uno dei punti più attraenti è il Belvedere della Paseggiata dal quale si può ammirare non solo tutta la vallata meridionale che corre verso Terni, ma anche il Tempio della Consolazione che spunta elegante fra le chiome dei cipressi.
Salendo poi per ripide scalette si raggiunge il Piazzale della Rocca, così chiamato per la presenza dei resti del mastio appartenente alla Fortezza trecentesca costruita dopo aver demolito l'abbazia di San Leucio. Il piazzale è il punto più alto del colle con i suoi 411m: qui ci sono i giochi per i bambini e la pista per  basket e calcio, ma non tutti sanno che sotto il piazzale giacciono le grandi cisterne collegate all'acquedotto cittadino, costruito tra il 1911 e il 1930. Le tubature corrono per 30km fino ad arrivare alle sorgenti d'acqua presenti sui Monti Martani: va ricordato l'enorme lavoro portato a termine dagli operai dell'epoca usando solo picconi, pale e carriole.
Scendiamo pochi metri lungo un altro sentiero e dopo aver fatto una sosta veloce di fronte al Carcere di San Cassiano, ex-cisterna romana dove il primo vescovo di Todi Cassiano venne martirizzato, costeggiamo le mura dell'ex monastero francescano di San Fortunato ( oggi Liceo Jacopone da Todi, Biblioteca Comunale e Archivio Storico ) fino ad arrivare ad un altro belvedere. Da qui ancora di fronte a noi il versante meridionale del colle e proprio al di sotto del parapetto la Porta Libera, di epoca etrusca, ma ristrutturata nel corso dei secoli.
VIA S. FORTUNATO, CHIESA DI SAN FILIPPO E GIACOMO* E PORTA MARZIA
Il percorso è quasi concluso: giusto il tempo di ridiscendere lungo le scalette della ripida Via S. Fortunato, soffermarsi qualche minuto di fronte alla facciata della piccola chiesa di San Filippo e Giacomo, sull'omonima piazzetta, per poi ammirare proprio in fondo al vicolo l'antica Porta Marzia, uno degli archi trionfali di epoca etrusca che permettevano l'entrata nell'acropoli. In basso ancora ben visibili i grandi pietroni ben squadrati, ma di diverse grandezze.
CORSO CAVOUR E FONTE CESIA
A questo punto non ci resta che risalire lungo Corso Cavour ed ammirare l'elegante Fonte Cesia, voluta dal Vescovo Angelo Cesi nel 1606 in onore della sua famiglia: sopra ad una possente aquila poggia una conchiglia che sostiene lo stemma della famiglia Cesi, un piccolo colle con sei sfere ed un albero di corniolo.


* La chiesa fa parte del Parco Museale della Città di Todi (cfr. sezione musei)

 
Trekking Urbano 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisa   
Martedì 08 Febbraio 2011 11:21
RIONE BORGO-PORTA PERUGINA

Questo primo itinerario vi porterà alla scoperta del quartiere più settentrionale di Todi: percorrendo strette strade e caratteristici vicoli vi immergerete in un'atmosfera fuori dal tempo, tra il silenzio di chiese e monasteri e l'assenza totale di attività commerciali.

PIAZZA DEL POPOLO
Punto di partenza sarà la nostra meravigliosa piazza, fiore all'occhiello di noi tuderti. (Vedi Itinerario Classico)
VIA SAN LORENZO-PIAZZA DEL MONTARONE
Attraverso Via San Lorenzo si raggiunge in pochi minuti l'antica Piazza del Montarone, cosi chiamata a causa....
Caratterizzata dai resti di un possente muro di epoca umbro/etrusca, è però soprattutto famosa per essere stata teatro di un evento assai importante per la storia di Todi e della persona convolta: il Rogo della Strega Matteuccia nel 1428(Vedi BOX Approfondimento).
CHIESA DI SANTA PRASSEDE*
Si imbocca poi la strada principale, Via di Santa Prassede, che ha come suo fulcro la piazzetta con l'omonima chiesa dedicata a questa Santa che visse a Roma nel I sec. e fu sorella di Timoteo, il discepolo di San Paolo, e di Santa Pudenziana.
La chiesa attuale risale al 1320, anno in cui gli agostiniani cominciarono a  ricostruirla a posto della struttura già preesistente ( probabilmente risalente all'inizio del XII sec. ). Figura carismatica che guidò gli agostiniani in quel periodo fu il Beato Simone Rinalducci da Todi, che, dopo aver predicato in tutta Italia, morì nel 1322 nel convento di San Giacomo Maggiore a Bologna.
L'interno della chiesa, totalmente trasformato fra il XVII e il XVIII sec., è ricco di opere d'arte. Di particolare interesse è la tela raffigurante la Deposizione, attribuita al pittore belga Hendrick De Clerk (ca. 1570-1629 ). Il parroco Don Vincenzo Faustini ci racconta con orgoglio che nel 1860 gli agostiniani, che erano stati cacciati dal convento, prima di partire si recarono alla chiesa per prendersi la tela, ma non ci riuscirono perché gli abitanti di Borgo durante la notte murarono la porta d'ingresso! Una menzione particolare va alla raffigurazione dell'Estasi di Santa Rita da Cascia ( tela attribuita al pittore Giacinto Brandi, 1623-1691 ) che tanto affetto suscita nei cuori dei tuderti, essendo S. Rita una delle sante umbre più amate in Italia. Per questo motivo proprio presso la chiesa di S. Prassede si celebra il 22 maggio di ogni anno la festa di Santa Rita con u<na piccola “pesca” di beneficenza e la distribuzione di rose benedette durante la santa messa.
MONASTERO DI SAN FRANCESCO E AFFRESCO DEL PURGATORIO DI SAN PATRIZIO
Superando Porta Santa Prassede e scendendo ancora lungo Via Borgo Nuovo, senza dimenticare di sbirciare nei caratteristici vicoletti che si aprono a spina di pesce lungo la strada principale, si giunge al Monastero e Chiesa di San Francesco. La struttura è abitata dalle Clarisse e per questo motivo l'entrata in chiesa è possibile soltanto dalle ore 9:00 alle ore 11:00, festivi esclusi. L'interno della chiesetta è frutto di un restauro eseguito nel 1729: a sinistra dell'altare maggiore si apre una grata dalla quale è possibile vedere il coro del monastero e sulla parete di fondo l'affresco chiamato “Purgatorio di San Patrizio”. L'opera, definita dal Grondona “l'opera figurativa di maggior interesse che Todi conservi” ( cfr. Todi storica ed artistica, di C. e M. Grondona, pag.258), è datata al 1346 ed è la prima raffigurazione pittorica della montagna del Purgatorio con le sette caverne dove le anime  scontano i sette vizi capitali,per ascendere poi in Paradiso. Ci sono ad intercedere per loro non solo la Vergine Maria, ma anche San Filippo Benizi, appartenente all'ordine dei Servi di Maria, morto proprio in questo monastero il 22 agosto del 1285 e copatrono della città ( vedi Chiesa di San Filippo Benizi, itinerario 3).


CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA*
Poco più avanti sono il monastero e la chiesa della SS. Annunziata, gestiti dalle monache Servite.
Di particolare interesse la pala d'altare con un ' Annunciazione di metà del XVIII sec. , opera di Corrado Giaquinto.
CHIESA DI SANT'ELIGIO
Proprio in fondo alla strada si trova la piccolissima chiesa di Sant'Eligio, costruita probabilmente all'inizio del XIII sec., visto che la parte destra della facciata è coperta dal muro della porta Perugina, eretta nella prima metà del 1200. Cambiò più volte nome (Santa Croce, Sant'Angelo...)  finchè nel 1776 fu ceduta alla Corporazione dei Fabbri che la intitolò al suo patrono protettore, il vescovo francese Sant'Eligio.
PORTA PERUGINA, TORRIONE* E BASTIONE
Più comunemente detta da noi tuderti Porta di Borgo, la Porta Perugina ( prima metà del XIII sec. )era il punto d'accesso in città per chi proveniva da Perugia, e quindi da nord, o d'uscita per chi vi si doveva recare.
E' di sicuro la meglio conservata fra quelle che ancora oggi si aprono lungo il terzo cerchio di mura ed anche la più possente, vista la vicinanza di altre due strutture difensive: a destra un torrione e a sinistra un bastione, entrambi costruiti nella prima metà del XVI sec.
Sempre Don Vincenzo racconta che i due baluardi erano collegati da un passaggio superiore e di comune accordo le guardie a difesa della porta decidevano se far passare chi chiedeva il permesso di accesso in città. In particolare il Bastione è da sempre stato luogo di aggregazione per gli abitanti del quartiere: il piazzale superiore , circondato da piccole e graziose casette, è una splendida terrazza panoramica ed è stato ripavimentato da poco. Proprio sul Bastione l'attuale Università dei Fabbri, che dal 2002 gestisce di nuovo la chiesa di Sant'Eligio, organizza la festa per il suo patrono che viene ricordato l'ultima domenica di agosto ( la festa prevede di solito una celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, la vendita di torchietti al formaggio, la visita al torrione e una cena all'aperto ).
VIA DI FIRENZUOLA
Per risalire verso Piazza del Popolo imbocchiamo la Via di Firenzuola che a destra costeggia le mura del monastero della SS. Annunziata e a sinistra è costellato di piccoli orti e giardini.
VIA DEL TEATRO ANTICO
Una volta immessi di nuovo in Via Santa Prassede, dopo aver percorso qualche metro lungo Via Cesia cominciamo a salire per le scalette di Via del Teatro Antico che, come dice anche il nome, è stata realizzata seguendo l'andamento delle mura dell'antico teatro romano.

* Questi luoghi non sono solitamente aperti. Per la visita occorre chiamare le persone preposte al compito: per un aiuto, informazioni, numeri telefonici e visite guidate potete contattare Todiguide.com
Ultimo aggiornamento Martedì 08 Febbraio 2011 11:29
 
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